#serenitaalimentare

A Natale, puoi

24 Dicembre 2020
A Natale, puoi

“A Natale puoi…”

Inizia così la canzoncina che accompagna la pubblicità di una nota marca di dolci natalizi (so per certo che in questo momento nella tua testa è partita QUELLA musichetta).

Trovo che questa frase, che è affiorata nella mia mente un po’ a caso nei giorni scorsi mentre cercavo un titolo adatto a queste righe, in realtà centri perfettamente la questione.

Quest’anno, per quanto folle e assurdo, ci ha comunque condotti fino al periodo delle festività natalizie. Saranno sicuramente dei giorni di festa atipici rispetto a quelli degli anni passati: niente tavolate con le persone a noi care, niente cenoni con gli amici che portiamo nel cuore. Sarà tutto più moderato, essenziale. Ma, anche se in modo ridimensionato, saranno comunque dei giorni di di pranzi e di cene che si prolungano, di piatti tradizionali, di preparazioni culinarie più elaborate, di antipastini, di panettoni e pandori con la crema al mascarpone, di dolci.

In questo momento dell’anno è inevitabile avere a che fare con maggiori quantità (e maggior varietà) di cibo. Ed è normale, almeno in questa parte di mondo in cui la disponibilità alimentare generalmente non è un problema. 

Sarebbe bello poterne semplicemente godere, con gratitudine. E per molti, per fortuna, è così.

Ma è anche vero che più di qualcuno si ritrova preoccupat* o angosciat* all’idea di esagerare a tavola. Con i sensi di colpa, subdoli e sottili, che matematicamente si presentano subito dopo. E siccome è difficile starci, coi sensi di colpa, di rimbalzo si corre alla ricerca di un modo per rimediare velocemente al danno.

Quest’anno mi piacerebbe che, mentre leggi queste frasi, provassi a darti la possibilità di abbracciare una prospettiva diversa, per spezzare finalmente questo terribile circolo vizioso che toglie la possibilità di gioire del cibo e delle persone care che attorno al cibo si riuniscono per stare assieme.

Di seguito trovi qualche strategia per provare a sperimentare un po’ di serenità in più, che con ‘sto 2020 pazzo furioso ne abbiamo tutti un gran bisogno credo.


Allarga lo sguardo e contestualizza.

Quanti pasti “più sostanziosi” ci sono durante le feste? 1, 2, 3, 4? Forse se fosse un anno come gli altri potremmo aggiungere anche qualche cena con amici e colleghi. Arriviamo su per giù a 8? Consideriamo ora che ogni giorno facciamo almeno 3 pasti. E che in un anno di giorni ce ne sono 365. Quanto pesano 8 pasti sul totale dei pasti che facciamo in un anno?

Nessuno. Ciò che ha davvero un impatto sono le abitudini alimentari (e il rapporto con il cibo) che abbiamo durante il resto l’anno.

La mattina di Natale, abbi cura di fare colazione.

E no, bere un the o un caffè non conta come colazione. Restringere la quantità di cibo in previsione di un pasto più sostanzioso fa sì che a quel pasto ci arriviamo con una fame spropositata. A quel punto sarà molto più difficile ascoltarci perché avremo l’urgenza di riempire una voragine. Se invece quest’anno a quel pasto ci arrivassi con un appetito adeguato?

Puoi scegliere.

Di assaggiare tutto. Oppure di privilegiare le preparazioni che più ami. Puoi anche scegliere di dire di no a qualcosa: a un bis, se ti senti quasi sazio e piuttosto desideri mangiare il dolce. Quando siamo in dialogo costante con le sensazioni di fame e di sazietà possiamo decidere consapevolmente cosa e quanto mangiare, senza sentirci obbligati a mangiare ancora e senza privazioni.

Puoi rimandare.

Il pranzo di Natale non è un treno che passa una volta e se non ci prendo dentro poi non mi ricapita più. Se lo pensiamo, forse vale la pena approfondire la modalità con cui in generale ci relazioniamo al cibo. Quel panettone non scappa da nessuna parte, lo puoi mangiare tranquillamente a merenda o alla colazione del giorno dopo. Possiamo riporre gli avanzi in frigo o in freezer e gustarli più tardi, quando avremo nuovamente fame. Lo possiamo dire pure a’ mammà che se quella porzione di lasagna non ce la facciamo proprio a magnarla, può metterla in una scatola così il tu-del-futuro le sarà eternamente grato per avergli regalato un pasto pronto.

Se hai fame, mangia.

Non programmare in anticipo digiuni o restrizioni post-pranzoni/cenoni. Ascolta la sensazione di fame e rispondi in modo coerente. La fame è un messaggio che il corpo manda quando le riserve di energia iniziano a scarseggiare. La fame non è un segnale positivo del fatto che “stiamo dimagrendo”. Se ignori questa sensazione, appena capiterà l’occasione sarà più facile perdere il controllo.

Oltre il cibo.

Non è detto che lo stare insieme si debba svolgere esclusivamente attorno alla tavola: puoi fare una passeggiata con i tuoi familiari o con gli amici. Oppure puoi coinvolgerli in un bel gioco da tavolo (c’è un mondo meraviglioso oltre la tombola e “Monopoly” ve lo assicuro). Se hai la fortuna di avere qualche giorno di vacanza dallo studio/lavoro, puoi fare un po’ di attività fisica, a patto che per te sia un’attività piacevole. Oppure puoi riposarti, leggere, guardare un film, dipingere, suonare. No a workout estenuanti con l’intento di salvare il salvabile (?).

Aggiungo una nota a margine: dopo le feste, evita come la peste i detox chenonservonoanullasonosolounagrandetrovatacommerciale, le diete drastiche e le privazioni.


Ti auguro di avere cura di te, oggi, e in futuro.

Ti auguro un Natale che sia il più possibile sereno, a tavola, ma non solo.

A Natale, puoi. E non devi fare niente per meritarlo. Semplicemente, puoi.

Con affetto smisurato ❤️

Silvia

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